Nicola Maggi — Potatura Acrobatica
Tree Manager

Nicola Maggi

Mi chiamo Nicola Maggi e sono il co-founder e frontman di Potatura Acrobatica.

Non ho sempre saputo cosa volessi fare nella vita — anzi, prima del 2008 ero tutt'altro che un esempio di costanza. Poco studioso, molto curioso del mondo, preferivo la vita notturna e lavoravo ogni tanto nel bar di mia madre.

Tutto è cambiato nel 2008, quando a vent'anni ho iniziato a lavorare al Castello della Sala, vicino a Orvieto, una delle tenute storiche della famiglia Antinori. In cantina ho imparato tutto: dalla ricezione dell'uva all'imbottigliamento, passando per la potatura, la spollonatura e la gestione della vigna.

È stata un'esperienza bellissima, ma anche dura. In un'azienda di vecchio stampo, il rapporto tra "chi comanda" e chi lavora non era semplice. Da lì ho imparato una lezione che mi accompagna ancora oggi: come non voglio trattare le persone che collaborano con me.

Il percorso continua

Dal vino agli alberi

Dopo sei anni ho cambiato aria. Una breve parentesi con un bar (andata male) e poi un nuovo capitolo con La Braccesca, altra azienda Antinori, nel cuore di Montepulciano. Dal 2014 al 2018 ho lavorato alla vinificazione di grandi vini come il Santa Pia e il Achelo. Un periodo di soddisfazioni, ma anche di crescente inquietudine: sentivo che, per quanto amassi il lavoro manuale e la natura, quel mondo non mi apparteneva più.

Alla fine del 2018 ho detto basta.

Non ne potevo più dei pesticidi, della logica del profitto e della dipendenza da un sistema che non lascia spazio alla crescita personale. In quel periodo ero diventato vegetariano e più consapevole dell'impatto delle nostre scelte. Mi sono licenziato, ho raccolto olive, mi sono iscritto a un corso di potatura d'olivo — e lì ho capito che potevo finalmente creare qualcosa di mio.

Nonostante la paura, ho aperto la Partita IVA e mi sono buttato nel verde. Durante un corso di inglese a Montepulciano un compagno mi chiese se conoscessi un giardiniere. Gli risposi: "Posso provarci io". Da quel giorno ho capito che lavorare con la natura e gli alberi mi faceva stare bene, profondamente bene.

Poi è arrivata la permacultura e tutto ha preso una direzione chiara. Mi sono formato con Fabio Pinzi e Eva Eisenreich, dell'Accademia della Permacultura Italiana, e ho approfondito l'agricoltura organica rigenerativa, l'arboricoltura e il climbing. Ho scoperto un mondo in cui l'uomo può tornare a essere parte della natura, non il suo nemico.

Con questa consapevolezza ho deciso di sposare il progetto Potatura Acrobatica, perché ne condivido profondamente i valori e la missione: salvaguardare il patrimonio arboreo, ma anche la vita delle persone che vivono in prossimità degli alberi. Credo che prendersi cura degli alberi significhi prendersi cura della comunità, della sicurezza e dell'equilibrio tra uomo e natura.

Oggi mi definisco un tree-manager: coordino e coadiuvo professionisti di diversi ambiti — tra cui agronomi e tecnici specializzati — per offrire un approccio completo e scientifico alla gestione degli alberi. Non ci limitiamo a potare o abbattere: eseguiamo analisi visive e strumentali, valutiamo il corretto stato di salute e decidiamo insieme la strategia più rispettosa e sostenibile per ogni singolo albero.

La mia missione è dimostrare che un approccio rispettoso alla natura è possibile e funziona, anche dal punto di vista pratico ed economico.

Credo che la permacultura e la rigenerazione dei suoli non siano utopie, ma la strada attraverso cui l'umanità può salvarsi. La mia visione è semplice: un mondo dove gli esseri umani tornano a vivere in armonia con tutte le forme di vita, riconoscendo nella natura la nostra più grande maestra.

Oggi vivo in campagna, a Città della Pieve, con la mia compagna e i miei due figli: Ilan, quasi 4 anni, e Ariel, quasi un anno — il cui nome in ebraico significa albero. Ogni giorno, attraverso il mio lavoro e il progetto Potatura Acrobatica, cerco di trasmettere questa consapevolezza alle persone che incontro.

Perché potare un albero non è solo tecnica: è un atto di rispetto, di equilibrio e di connessione con la vita stessa. E poi, gli alberi, sono l'elemento di congiunzione tra la terra e il cielo.

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